CCNL scuola-università-ricerca: NO al pesce d’aprile. Vogliamo aumenti veri!
Lo scorso 1 aprile, data forse non voluta ma quantomai opportuna, siamo venuti a sapere della firma della parte economica del contratto scuola università e ricerca 2025-2027.
La notizia ci ha colti completamente di sorpresa perché come lavoratori e delegati non solo non siamo stati minimamente coinvolti nella discussione su quali dovessero essere le condizioni del nuovo contratto, ma non eravamo neanche stati informati sullo stato della contrattazione. Con quale credibilità possiamo portare avanti battaglie per una maggiore democrazia nei nostri posti di lavoro se poi le direzioni sindacali si comportano in questo modo?
Ma è il contenuto dell’intesa che ci lascia ancora più sconcertati. Un aumento del 5,9% alla fine dei tre anni (quindi un 2% all’anno) a fronte di un’inflazione che data la situazione nazionale e internazionale sarà almeno a doppia cifra, come già avvenuto dopo la guerra nel 2022. Il risultato quindi sarà una diminuzione del salario reale e un ulteriore impoverimento di noi tutti.
Questo è ancora più grave considerato che già nel precedente rinnovo abbiamo avuto un aumento nominale del 6% a fronte di un’inflazione ufficiale del 17%, con una riduzione dei nostri salari reali dell’11%. Soldi che, per quanto previsto dal precedente CCNL sottoscritto, non recupereremo più!
Risulta ancor più inspiegabile la sottoscrizione da parte di chi, come la CGIL, non aveva sottoscritto il contratto precedente. Fra i due contratti non c’è nessuna differenza sostanziale, affermare che questo rinnovo è “in linea con l’inflazione” è semplicemente una presa in giro! Stiamo subendo sui 6 anni un impoverimento di almeno un 20%.
La cosiddetta ”dichiarazione congiunta” di sindacati e Ministero che parla di fiabesche “eventuali risorse aggiuntive” che potrebbero magicamente apparire nei prossimi anni, è semplicemente un miraggio che serve a far accettare oggi queste cifre e poi svanirà una volta adempiuto al suo compito, esattamente come è successo con il contratto 2022-24. Pensiamo di meritarci l’onestà intellettuale e quel tanto di coraggio sufficienti a capire che la battaglia va fatta oggi. Non ci si dica che non ci sono le condizioni per ottenere un accordo migliore: i lavoratori della scuola hanno dimostrato lo scorso autunno una capacità di mobilitazione esemplare purché ci sia una buona ragione per lottare.
Proprio ora il governo è in particolare difficoltà dopo la sconfitta del referendum. Il compito delle organizzazioni sindacali è quello di sfruttare queste condizioni per ottenere per i lavoratori ciò che ci spetta per il nostro lavoro quotidiano.
Per queste ragioni come lavoratori e delegati, iscritti o no al sindacato, chiediamo:
– che le organizzazioni che hanno sottoscritto l’accordo ritirino immediatamente la loro firma;
– che nella discussione sulla parte economica si pretenda un aumento almeno del 30% che compensi la perdita di potere d’acquisto reale che abbiamo subito e subiremo nei 6 anni degli ultimi due rinnovi e che non si prenda neanche in considerazione qualunque offerta inferiore, che comporterebbe un nostro impoverimento;
– che sia introdotto un sistema di adeguamento automatico dei salari all’inflazione reale (scala mobile dei salari);
– che a partire da queste condizioni basilari si organizzino assemblee unitarie in tutti i posti di lavoro dove i lavoratori avanzino le necessità economiche e normative da porre nella contrattazione e che le organizzazioni sindacali portino avanti queste richieste;
– che, se il Ministero e Aran non accettano le richieste dei lavoratori, si organizzi una mobilitazione generale, discussa e preparata nelle assemblee, che blocchi il settore e imponga le necessità dei lavoratori.
Questi punti sono semplicemente le basi elementari di un percorso democratico con un coinvolgimento vero dei lavoratori e di un rinnovo contrattuale degno di questo nome.
In attesa di un riscontro alle nostre richieste ci impegneremo a sottoporre queste posizioni alla discussione democratica dei lavoratori nei nostri posti di lavoro, convocando e/o richiedendo assemblee sindacali.
Primi firmatari:
Gabriele D’Angeli, I.I.S. “Blaise Pascal” di Pomezia, AG Flc CGIL Roma Sud-Pomezia-Castelli
Irene Forno, ICS Primo Levi Milano, RSU FLC CGIL
Salvatore Mercogliano, docente, I.I.S Sassetti-Peruzzi Firenze, iscritto FLC-CGIL
Alessandra Pisano, docente, I.I.S. Dagomari, Prato
Francesco Favalli, IIS “Stanga” di Cremona, RSU FLC CGIL
Chiara Mazzanti IS Pantaleoni Buonarroti Frascati
Mariangela La Paglia ICS Vittorio Locchi, Milano, RSU FLC CGIL
Serenella Ricci, amministrativo Università degli studi di Milano, iscritta FLC-CGIL
Enrico Cecchi, IIS Dagomari Prato, RSU FLC-CGIL
Tomaso Perani, Università degli Studi di Milano, Assemblea generale FLC Milano, RSU
Manuel Trotta, ISIS “Europa” Pomigliano d’Arco (NA), docente, iscritto FLC-CGIL
Antonio Buongiorno, IIS “Einaudi-Bruno” di Muravera (SU). Iscritto FLC-CGIL
Daniele Chiavelli, I.S. Sanfelice, Viadana (MN)
Vincenzo Senzatela ITS Deledda-Fabiani (TS) docente iscritto FLC-CGIL
Margherita Colella docente – IC Piero Terracina ( Roma) Iscritta Flc-Cgil
Sergio Schneider, insegnante – LSS Donatelli-Pascal Milano; membro dell’AG FLC-CGIL di Milano; RSU di istituto
Stefano Felipe Fumagalli, Ata – Assistente Amministrativo Istituto Comprensivo Carnate (MB)
Pietri Gian Luca, Convitto Nazionale “R. Corso”, Correggio, RSU FLC-CGIL
Pietro Previtera, Liceo “Giacomo Ulivi” Parma, RSU FLC CGIL
Ilic Vezzosi, IIS Aldini Valeriani, RSU FLC-CGIL
Donatella Barbarito, docente presso I.T.E Martini (Cagliari), iscritta FLC Cgil
Francesco Giliani, docente presso il liceo Muratori-San Carlo, Modena, iscritto Flc-Cgil
Francesco Bedogni, docente precario presso Istituto Alberghiero Motti di Reggio Emilia
Stefano Santangelo, istruttore dei servizi formativi (di fatto docente) presso il CIA del Comune di Milano.
Luca Magnelli/Assemblea generale FLC Cosenza/ I.C. Falerna
Giovanni Chiappetta, Cnr-Itm, Rsu Flc-Cgil, Rende (Cs)
Marino Maria Giovanna, ITI Monaco (Cosenza), Docente di italiano e storia
Francesca Desidera, FLC Cgil docente I.I.S. Sassetti-Peruzzi, Firenze
Vittorio Saldutti, PA Federico II Napoli, iscritto FLC-CGIL
Emanuele Nidi, docente a contratto, Federico II Napoli
Giannantonio Currò, A.G. FLC Genova
Francesco Costa, docente precario IIS “Euganeo”, Este (PD), iscritto FLC-CGIL
Maria Clelia Brunazzi Zironi, docente precaria, iss nelson mandela, Castelnovo monti, iscritta FLC-CGIL
Per sottoscrivere l’appello, chiedere informazioni e coordinarti insieme per portare avanti questi punti:
Scrivi a noalpescedaprile@gmail.com
oppure compila il form a questo indirizzo https://forms.gle/rcBwNnyYVrTcgvPQ6
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