CCNL SANITÀ: È L’ORA DELLA RISCOSSA! LA CARICA DEI 500!

CCNL SANITÀ: È L’ORA DELLA RISCOSSA! LA CARICA DEI 500!

Con il rinnovo contrattuale 2022-24 governo e sindacati complici hanno messo le mani in tasca ai lavoratori della sanità: il “contratto della vergogna”, a fronte di un’inflazione cumulata nel triennio superiore al 17%, al saldo dell’indennità di vacanza contrattuale già percepita, ha prodotto aumenti medi netti mensili di circa 40 euro, facendo perdere oltre il 10% del potere d’acquisto ai salari. Una riduzione strutturale dei salari!

Il sindacato deve smetterla di accettare supinamente le decisioni del governo di turno. I lavoratori non hanno bisogno di notai che certificano le scelte di chi ha la priorità di finanziare l’industria delle armi (per il quale lo Stato spende attualmente quasi 40 miliardi l’anno e ha l’obiettivo di giungere al 5% del Pil entro i prossimi 10 anni!) ma di sindacati che chiamano alla lotta per invertire la rotta.

Il governo per i prossimi rinnovi contrattuali fino al 2029 (i prossimi due rinnovi) ha già destinato le stesse briciole del precedente (il 5,4%). Se non ci sarà una svolta il prossimo Ccnl sarà una copia di quello appena siglato. 

Pure dal punto di vista normativo il contratto recentemente firmato è stato vergognoso: mancato adeguamento del valore dei buoni pasto, utilizzo dello straordinario e dell’orario aggiuntivo per sopperire alla carenza di organico, introduzione della figura dell’assistente infermiere: della qualità delle cure e della responsabilità di infermieri e di tutte le professioni sanitarie lorsignosi se me fregano!

Bene ha fatto chi non ha firmato il contratto come la CGIL, tuttavia non basta: né prima, né dopo la firma ha messo in campo una mobilitazione che rendesse protagonisti i lavoratori per ottenere un contratto dignitoso. Eppure, nelle mobilitazioni dell’autunno, in quelle in difesa del popolo palestinesi, i lavoratori hanno dimostrato di essere disposti a lottare. 

E’ il momento di alzare la testa, è ora della riscossa!

In vista del rinnovo 2025-2027, è necessaria una piattaforma che parta dai lavoratori, che li coinvolga nella discussione e nella sua costruzione, che dia una risposta vera ai bisogni di chi lavora in sanità. La piattaforma non è un elenco di richieste compatibili ma deve essere una lista di rivendicazioni audaci e combattive che esprima con chiarezza che ha senso lottare. L’ultimo contratto ha dimostrato che le compatibilità sono ciò che il governo decide ed un peggioramento costante delle condizioni di lavoro e salariali.

Dal punto di vista salariale negli ultimi 15 anni, infatti, i lavoratori hanno subito la seguente situazione:

Periodo 2010-15: Blocco della contrattazione nazionale e aziendale, aumenti 0 euro!

Periodo 2016-18: Aumenti medi lordi mensili di circa 85 euro a regime (cioè nel 2018).

Periodo 2019-21: Aumenti medi lordi mensili di circa 91 euro a regime (cioè nel 2021) e introduzione di alcune indennità professionali per alcune professioni.

Periodo 2022-24: Aumenti medi lordi mensili di circa 130 euro di cui una buona parte erano stati anticipati – perdita salariale rispetto all’inflazione di circa l’11%!

Attualmente i salari dei lavoratori della sanità in Italia sono significativamente più bassi rispetto alla media europea: il divario è di circa il 20%.

E’ sulla parola d’ordine “la carica dei 500 (euro)” che andrebbe lanciata una campagna di mobilitazione in tutti i luoghi di lavoro. Per recuperare davvero il potere d’acquisto, infatti, serve un aumento di 500 euro netti mensili sui tabellari, cioè sulla parte fissa e strutturale del salario, una richiesta, dunque, di incrementi salariali del 25%, una cifra necessaria per recuperare la perdita salariale determinata dall’inflazione degli ultimi e dei prossimi anni e che riduca il gap con le retribuzioni dei lavoratori della sanità negli altri paesi europei;

E’ necessario, inoltre, un raddoppio del valore delle indennità, che sono ferme dal 1998; la messa in discussione dell’attuale sistema degli incarichi, riservato a pochissimi eletti, e dei Differenziali Economici (DEP) che continua ad essere uno strumento selettivo e discriminatorio in quanto legato al ricatto della valutazione (critichi la gestione dell’organizzazione del lavoro? Scioperi? Ti do voti bassi e la tua carriera resta ferma).

Per invertire la rotta dei contratti a perdere serve una piattaforma chiara e avanzata: 

  • 500 euro netti mensili di aumento sui tabellari
  • Raddoppio delle indennità
  • Innalzamento del buono pasto a 10 euro 
  • Buono pasto erogato dopo le 6 ore
  • Apertura delle mense in orario serale 
  • DEP automatici legati all’esperienza professionale e non a valutazioni discrezionali e formazione
  • Formazione interamente a carico delle aziende e in orario di lavoro
  • Limite massimo di 8 ore giornaliere per contrastare lunghe e doppi turni
  • Ore di straordinario e risorse per il sistema degli incarichi totalmente a carico dei bilanci aziendali
  • Riconoscimento del lavoro usurante
  • Un meccanismo automatico, come era la scala mobile, che adegui i salari automaticamente al costo della vita.

Recentemente il segretario della Cgil ha affermato correttamente che sarebbe necessario che la durata dei contratti nazionali fosse annuale (e non triennale come adesso) per arginare l’erosione salariale. Peccato che, in diversi altri comparti, con la firma dei sindacati, la tendenza sia quella di aumentare la durata dei contratti anche a 4 anni!!! Se non vogliamo che le parole restino vuote c’è solo un modo: bisogna lottare!!!Con questa semplice ma chiara piattaforma ci poniamo l’obiettivo di imporre ai vertici sindacali le ragioni di chi, ogni giorno, tiene in piedi ambulatori, sale operatorie, reparti e uffici di ospedali e, in generale, il Servizio Sanitario Nazionale. Lo faremo nel prossimo periodo, diffondendo il volantino che trovi qui e che distribuiremo a partire dalle assemblee che dovranno tenersi in sanità. Se vuoi contribuire a diffondere le nostre proposte, se le condividi, entra in contatto con noi scrivendo a lacaricadei500@gmail.com