Sciopero sanità privata: È ora di fare sul serio!

Sciopero sanità privata: È ora di fare sul serio!

Stipendi fermi da 8 anni, un solo contratto nazionale rinnovato negli ultimi 20 anni (l’ultimo contratto dopo 14 anni e senza arretrati!). Sono queste le condizioni salariali degli oltre 200mila lavoratori che operano nel comparto della sanità privata. La situazione internazionale, le guerre e le conseguenze economiche graveranno ancora di più sulle condizioni di vita dei lavoratori della sanità privata senza contratto.

Un settore particolarmente florido che negli ultimi anni ha visto una crescita significativa. Come denunciato dai sindacati, nel 2023, il fatturato netto complessivo dei principali gruppi ha toccato la cifra record di oltre 12 miliardi di euro, segnando una crescita strutturale del 15,5% rispetto al 2019.

Per esempio il Gruppo San Donato, uno dei più presenti, ha chiuso il 2024 con un fatturato record di 2,57 miliardi di euro, registrando una crescita del 30% rispetto all’anno precedente e del 49% rispetto al 2019.  Il Gruppo Garofalo Health Care ha dichiarato 21,8 milioni di euro di utile nel 2024, il gruppo Humanitas ha fatturato nel 2024 oltre 627 milioni di euro con un incremento del 6,04% sul 2023 e potremmo continuare.

È il prodotto della privatizzazione della sanità e di scelte politiche che stanno completamente distruggendo il diritto alla salute, mentre la spesa per la sanità delle famiglie nel 2024 è arrivata a 24 miliardi di euro,

Gruppi economici che da un lato piangono miseria e rivendicano un aumento dei finanziamenti da parte delle Regioni attraverso il sistema degli accreditamenti e dall’altro si ingrandiscono acquisendo nuove strutture e case di cura, sia in Italia che all’estero, approfittando dei lunghi tempi di attesa del pubblico e della sua incapacità a rispondere ai bisogni di prevenzione, cura, tutela della salute e riabilitazione in sempre più branche e specialistiche a causa dei tagli che da 15 anni si abbattono sul Sistema Sanitario Nazionale. Il sistema del privato accreditato e quello privato “puro”supportato dalle compagnie assicurative è da tempo diventato un business.

Le Regioni continuano ad accreditare nel “sistema pubblico” case di cura, ospedali e strutture sanitarie che sfruttano i lavoratori all’inverosimile e non rinnovano il contratto da ben 8 anni. E che anni… con inflazione a due cifre nel periodo 2022-24 e probabilmente nel prossimo futuro!

Questo giro di affari viene fatto sulle spalle dei lavoratori e degli operatori sanitari che lavorano in condizioni pessime (il rapporto operatori sanitari/pazienti è peggiore nel privato) con retribuzioni da fame. Le professioni sanitarie, fondamentali per la società, in Italia hanno un salario povero, che nel privato è poverissimo! La differenza salariale dei tabellari contrattuali tra pubblico e privato è di circa 300 euro medi.

È quindi importante la riuscita dello sciopero nazionale del 17 aprile della sanità privata e delle RSA (un contratto, quello dei lavoratori delle Rsa che attende da ancora più tempo!). Questa lotta deve inserirsi in una lotta più complessiva sulla necessità di rafforzare e difendere il Servizio Sanitario Nazionale pubblico. La salute non può essere una merce oggetto di lauti guadagni.

La direzione sindacale finora ha portato avanti una mobilitazione inadeguata: questo è il terzo sciopero nazionale negli ultimi 3 anni. Com’è possibile piegare delle proprietà senza scrupoli con uno sciopero all’anno? Possibile che non si siano messi in atto molti più scioperi e ben altre iniziative di lotta come il blocco dello straordinario, che metterebbe davvero in ginocchio le aziende? Bisogna bloccare l’intero comparto e pretendere il rinnovo immediato!

A dire il vero nemmeno la piattaforma è mai stata condivisa e discussa tra i lavoratori. Con quali rivendicazioni si fa la trattativa con le controparti AIOP e ARIS? Devono essere i lavoratori a decidere! Per quanto ci riguarda riteniamo che si debbano perseguire le seguenti rivendicazioni:

– ad uguale qualifica/profilo professionale pari salario e stessi diritti tra lavoratori pubblici e privati;

– esigiamo un rinnovo che preveda aumenti a regime da quando è scaduto il precedente CCNL, ossia dal 2019, con tutti gli arretrati relativi;

– dopo l’immediato rinnovo di questo contratto si metta in atto una lotta di tutti i lavoratori della sanità, pubblici e privati, per un unico CCNL e per aumenti che diano dignità alle professioni sanitarie riportando i salali a livelli adeguati: aumenti di 500 euro!

Non bombe, non armi, ma sanità e salari!