A due anni dalla strage di Suviana, ancora nessun colpevole

A due anni dalla strage di Suviana, ancora nessun colpevole

Il 9 aprile ricorre il secondo anniversario di una delle più gravi stragi sul lavoro, parliamo dell’incidente alla centrale idroelettrica di Enel Green Power di Bargi, sul lago di Suviana in provincia di Bologna, dove morirono 7 lavoratori e 8 rimasero feriti. A due anni distanza ancora non si riescono a svuotare dall’acqua i piani, dal 7 al 9, dove ci sono materiali utili per stabilire le responsabilità della strage.

Ma la cosa ancora più grave è che si corre il rischio che non vengano mai svuotati e i responsabili la facciano franca anche questa volta.

Nel frattempo, secondo i dati della borsa, Enel nel 2025 registra un utile di 7 miliardi, più 5,7% rispetto al 2024.

Suviana è l’ennesimo incidente mortale che ci racconta come sotto il capitalismo conta solo il profitto e non la vita dei lavoratori, ai quali viene negata anche la possibilità di accertare le responsabilità di quelli che possiamo chiamare degli omicidi.

La solidarietà va alle famiglie delle vittime che si battono per arrivare alla verità ma sappiamo per esperienze passate che non sarà certo la magistratura a punire i colpevoli: l’elenco di stragi impunite è lunghissimo.

è insufficiente l’organizzazione da parte della CGIL locale di convegni sul tema della sicurezza che senza il coinvolgimento dei lavoratori risultano rituali.

I morti sul lavoro in Italia nel 2025 sono stati 1093 e i 34 del mese di gennaio ci dicono che lo stillicidio non si fermerà.

La CGIL dovrebbe costruire una campagna di mobilitazione nazionale con convocazione di assemblee nei posti di lavoro dove si discuta di un programma avanzato che deve prevedere un rappresentante alla sicurezza in ogni luogo lavorativo e la possibilità di tali rappresentanti di bloccare la produzione in caso di eventuali pericoli per la salute dei lavoratori.

Sarà la mobilitazione dei lavoratori che imporrà questo programma mettendo fine alle stragi sul lavoro e ponendo realmente la salute davanti ai profitti.