Bologna resiste alla truffa del 4+2

Bologna resiste alla truffa del 4+2

La riforma del 4+2 delle scuole superiori continua a essere spinta molto dal ministro Valditara anche e soprattutto su pressione dei padroni. Del resto l’ispirazione confindustriale della riforma è palese, così come lo scopo: ridurre il tempo a scuola per sfornare manodopera pronta all’uso e contrarre il flusso verso l’università. Servono operai specializzati, non ingegneri o dottori. Infatti il “2” del 4+2 indica gli ITS, istituti tecnici superiori per lo più privati in cui gli studenti per metà del tempo sono in stage gratuito mentre per il resto si addestrano su strumentazioni specifiche delle aziende finanziatrici. 

Di fronte a questo scempio la resistenza di docenti e studenti in diverse scuole del paese è in aumento. Ne sono un esempio due grandi istituti tecnici di Bologna, il Belluzzi Fioravanti e l’Aldini Valeriani (che insieme contano oltre 4mila studenti), dove i dirigenti hanno tentato più volte di far digerire al Collegio Docenti la riforma trovandosi sempre in netta minoranza.

All’Aldini Valeriani il preside ha forzato inutilmente il collegio a votare tre volte in due anni, finendo sempre in minoranza. Al Belluzzi Fioravanti la situazione è, se possibile, ancora più grave: nonostante il collegio si sia espresso più volte contro, all’apertura delle iscrizioni per l’anno scolastico 26/27 è comparsa comunque l’opzione del percorso quadriennale. Una decisione che ignora deliberatamente la volontà dei docenti, sintomo delle pressioni che arrivano dall’alto.

Con le statistiche sui risultati dei neodiplomati che parlano di un tasso di crediti acquisiti al primo anno inferiore anche del 20% rispetto ai colleghi del quinquennale, è evidente che tutto questo non viene fatto nell’interesse dei ragazzi o della società, ma solo di Confindustria, che sogna una scuola asservita alle proprie necessità.

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