CCNL 2024-2027 Trasporto merci e Logistica: basta contratti bidone!
I lavoratori devono riprendere la parola!
L’opposizione in Parlamento, la CGIL, i sindacati di base si sono opposti alla manovra finanziaria del governo Meloni. Una “legge di bilancio che tutela i profitti, dà soldi a pioggia alle imprese e penalizza i lavoratori, i pensionati e i consumatori…”. Ci sono stati anche scioperi generali come quello del 28 novembre dei sindacati di base e della CGIL il 12 dicembre. Scioperi ancora una volta dimostrativi e di nessuna efficacia. Poche assemblee e senza un reale coinvolgimento dei lavoratori. Si doveva seguire la linea dello sciopero generale del 3 ottobre: farne uno e fatto bene e per più giorni. Allora sì avremmo potuto provare ad incidere sul nostro futuro.
Nel 2025 la CGIL si è giocata anche la carta del referendum su precarietà e diritti che non ha raggiunto il quorum. Tante energie che non hanno spostato di un millimetro le difficili condizioni dei lavoratori e delle loro famiglie. Sono decenni che le statistiche presentano una fotografia impietosa dei nostri salari. Fra i paesi in Europa siamo quelli con il salario che cresce meno. Siamo penalizzati da inflazione, stagnazione della produttività, da un debito pubblico che cresce inesorabilmente (non per investimenti in sanità, scuola pubblica e pensioni, ma per il sostegno alle imprese, pagamento di interessi alle banche e produzioni di armi). Cresce il “lavoro povero” e la forbice fra reddito da lavoro e profitti delle aziende.
In questi tre anni il governo ha inondato di miliardi a fondo perduto le imprese; con questa manovra (2026) pioveranno altri 13 miliardi di aiuti su 22 e le imprese incassano gli utili (80%) e fanno pochi investimenti. Come contrappeso il 16% delle famiglie operaie sono considerate povere. Incredibile, poi, sentire le direzioni sindacali rivendicare rinnovi contrattuali “migliorativi” quando sono gravemente insufficienti per invertire la rotta! Nel 2025 sono stati siglati 9 contratti nazionali (di cui il nostro Trasporti & Logistica) con aumenti in 4 anni di circa il 7-8% con scadenza 2027-2028. Ultimi in ordine di arrivo i metalmeccanici con 205 euro (lordi e sempre in quattro anni) in votazione a gennaio. Altro che aumenti… non recupereremo nemmeno il salario perso in questi anni!
Come sarà il 2026? Il governo saldamente in sella è fiducioso, i padroni ancor di più vista la generosa manovra economica. Ma la crescita resta striminzita, dello zero virgola qualcosa… tra lo 0,6 e lo 0,8%. E la logistica? Se il 2025 ha visto una crescita moderata, non diverso sarà il 2026. Ma a complicare le cose saranno i dazi di Trump e le sue sporche guerre a cui si aggiunge il governo italiano, con le accise sul diesel, l’imposta di due euro per pacchi da Paesi extracomunitari che diventeranno 5 da luglio 2026 e, come regalo di inizio anno, l’aumento del costo delle autostrade. Le imprese tenteranno la via breve, quella delle riorganizzazioni aziendali anziché ridurre i profitti. L’intelligenza artificiale (AI) inizierà a giocare il suo ruolo sia negli uffici come nei magazzini.
Quali saranno le nostre linee di difesa contrattuali? Molto flebili a causa dei cedimenti contrattuali di cui nell’ultimo rinnovo: orari più flessibili, turni su 6 giorni, la domenica lavorativa… dovremo adattarci ai picchi e ai cali di domanda. E sul salario 2026? Certamente siamo lontanissimi dagli aumenti contrattuali dei manager del settore (300€ nel 2026; 700 in 3 anni). Per noi a gennaio 2026 ci sarà la seconda tranche di aumento della paga base (2%, 40€ al 3S) dopo il precedente del gennaio 2025 (2%), valori decisamente insufficienti per il recupero dell’erosione inflattiva dei nostri salari.
Al di là delle fantasie raccontate in fase di voto sul contratto sottoscritto lo scorso anno, le Organizzazioni sindacali hanno puntato a “ridurre il danno” con miglioramenti “certi” attraverso la contrattazione di secondo livello di filiera. Di male in peggio! Nelle grandi realtà dove la forza c’è, come in Amazon Magazzini, i risultati della contrattazione sono poca cosa (il protocollo del 2021 non ha mai fatto passi in avanti). Ben poco si è fatto per unire lavoratori diretti e indiretti (Amazon Transport) per raggiungere risultati significativi e una breccia per gli altri lavoratori del settore.
Altre arrancano: in UPS Italia è scandaloso l’atteggiamento delle direzioni confederali nazionali che, disattendendo il mandato dei lavoratori, hanno concordato con la controparte datoriale aumenti ridicoli e l’annullamento di miglioramenti sulla professionalità conquistati nel passato. La mobilitazione in autunno per il popolo palestinese ci ha dimostrato che solo quando i lavoratori prendono la parola hanno la forza per obbligare i sindacati a difendere le reali necessità dei lavoratori a scapito di profitti stratosferici. Solo con la partecipazione attiva di tutti i lavoratori possiamo invertire questa situazione; lotta con noi per un sindacato democratico e combattivo.
Cari lavoratori e lavoratrici della logistica, i dirigenti sindacali con questo rinnovo (dic. 2024) ci avevano detto di aver recuperato l’inflazione persa. Purtroppo non è così: i nostri salari hanno perso potere d’acquisto. Il 10% dal 2021 al 2024, circa 7.000 euro complessivamente persi. Oggi con la nuova tranche (gen. 2026) siamo ancora lontani dal recupero dell’inflazione persa, il divario resta inalterato: perdiamo un altro migliaio di euro ad inflazione ferma, cosa che non sarà! Quindi molto di più!




