Intervento di Mario Iavazzi al congresso della CGIL

Intervento di Mario Iavazzi al congresso della CGIL

Questo è l’intervento che Mario Iavazzi avrebbe fatto al congresso, se non fosse stato escluso dalla lista degli interventi riservati alla mozione alternativa, pur avendone pieno diritto per la rappresentatività politica e numerica delle posizione che esprime. A conferma che le burocrazie possono essere di varie taglie, anche molto piccole.

La redazione

Care compagne, cari compagni,

è un’epoca, questa, che ha pochi precedenti nella storia. Ai lavoratori vengono sottratti diritti, vengono smantellati e privatizzati i servizi pubblici, a partire da scuola e sanità. Sono stati trattati come carne da macello durante la fase più acuta della pandemia, subiscono in tutto il mondo le conseguenze della guerra e di un sistema economico che genera distruzioni e povertà.

In questi giorni negli Usa è fallito un simbolo del capitalismo mondiale, la Silicon Valley Bank. 15 anni fa una delle più grandi crisi economiche fu caratterizzata da una grande crisi del settore finanziario. Allora come oggi saranno i lavoratori e i loro piccoli risparmi a pagarne le conseguenze. A proposito, è davvero clamoroso che anche a fronte di dati catastrofici sull’andamento dei fondi pensione la nostra organizzazione, come spiegato di nuovo dal segretario mercoledì, continui a ritenere la previdenza complementare una via da sostenere. Per non parlare della sanità integrativa, strumento che contribuisce a distruggere la sanità pubblica, ormai già da tempo non più universale, gratuita e per tutti.

Nel frattempo in Italia, in diversi settori, grandi aziende accumulano profitti e rendite in quantità indegne. Fatturati e utili hanno visto aumenti senza precedenti. Attualmente, nel nostro paese, il 5% più ricco detiene una quota di ricchezza superiore a quella dell’80% più povero. Tra questi, quelli con un patrimonio superiore a 5 milioni di dollari, lo 0,13% della popolazione, possiedono una ricchezza superiore a quello del 60% della popolazione.

I patrimoni finanziari di queste poche decine di persone sono aumentati nel 2022 di quasi 13 miliardi di dollari (+8,8%), in termini reali, rispetto al periodo pre-pandemico.

I risparmi delle famiglie, invece, si sono ridotti dell’11,3% tra il 2021 e il 2022, e i salari sono sempre più da fame. Quando abbiamo elaborato il documento congressuale, al momento dell’avvio del nostro percorso congressuale, circa 10 mesi fa, avevamo a disposizione il dato che ci ricordava che i salari in Italia erano calati del 2.9% negli ultimi 30 anni, gli unici a livello europeo che si erano ridotti. Alla fine del congresso quel dato ormai è vecchio. In questi mesi c’è stato un crollo del valore delle retribuzioni a causa di un’inflazione di oltre il 10%

In una riunione del Direttivo Nazionale, nel luglio 2022, consegnai alla presidenza e al segretario generale un appello firmato da oltre 3mila lavoratori perché il nostro sindacato lanciasse una campagna di mobilitazioni in difesa dei salari e per il ripristino della Scala mobile. Un appello che allora non fu raccolto.

Il mese scorso un rapporto del Censis sulla sostenibilità sociale presentato al Senato, ha dichiarato che l’86,9% delle persone in Italia è favorevole a indicizzare retribuzioni, salari e stipendi all’aumento dei prezzi tornando alla Scala Mobile. Eppure ancora in questo congresso la nostra organizzazione non ha assunto questa rivendicazione. Allora la domanda è: sono i lavoratori che non seguono il sindacato o noi a non seguire loro?

Le ricette proposte per aumentare i salari che mirano ad intervenire solo con tagli fiscali sono sbagliate, poiché gli effetti ricadrebbero nuovamente sui lavoratori. Non ci sono vie di mezzo, o si colpiscono i profitti o i salari. Il governo di destra, dopo la legge di Bilancio approvata lo scorso dicembre, si appresta a nuovi pesanti attacchi seguendo pedissequamente i dettami della Banca centrale e dell’Unione europea. Non si possono avere dubbi su quale delle due categorie sostenga, di sicuro quella dei profitti.

Compagni, in tutta Europa si portano avanti le stesse politiche: attacchi allo stato sociale, privatizzazioni, bassi salari e precarietà.

Ma i lavoratori stanno reagendo. Guardate alla Grecia, con la mobilitazione che sta crescendo per la strage ferroviaria causata dalle privatizzazioni.

La mobilitazione in Francia contro la riforma delle pensioni prosegue ancora, perché se una legge è ingiusta è giusto opporsi.

La Gran Bretagna? Ferrovieri, trasporti pubblici, infermiere, insegnanti, postini, lottano per veri aumenti salariali, una cosa così non si vedeva da un secolo.

Ora tocca a noi. Basta scioperi dichiarati e non organizzati come quello del 16 dicembre di cui spesso neanche i nostri iscritti si sono accorti!

Basta rincorrere tavoli buoni solo a logorarci!

Basta con l’illusione che si può mitigare il gravoso problema dei bassi salari solo con sgravi e defiscalizzazioni.

I lavoratori hanno bisogno di risposte chiare e immediate, dobbiamo lanciare subito una campagna per difendere i salari dalla piaga dell’inflazione, dobbiamo spiegare che non è vero che se aumentano i salari aumenta l’inflazione. L’inflazione è il modo con cui i padroni scaricano i costi di produzione, noi vogliamo la scala mobile per difendere i salari subito e a scapito dei profitti!

Coi rinnovi dei contratti nazionali dobbiamo rivendicare aumenti significativi, almeno del 20%, uguali per tutti, a prescindere da mansione, livello e categoria.

Quelli del pubblico impiego e dei metalmeccanici saranno un importante banco di prova e tutta l’organizzazione dovrà sostenerli.

La battaglia per aumenti salariali adeguati deve essere la campagna di tutta l’organizzazione!

Questo è il modo in cui si risolve il problema di credibilità del nostro sindacato di cui ha parlato anche il segretario generale. Un crollo senza precedenti. Non vi è che una strada per risalire la china, per riacquistare la fiducia della classe lavoratrice.

Quella strada è ridare voce ai lavoratori e difendere i loro interessi organizzando le lotte.

Solo se saremo il sindacato che è in grado di organizzare coerentemente le mobilitazioni per fare avanzare gli interessi dei lavoratori torneremo ad avere il loro sostegno e la loro fiducia.