Sciopero contro la riforma dei tecnici – Tutti in piazza contro la scuola dei padroni!

Sciopero contro la riforma dei tecnici – Tutti in piazza contro la scuola dei padroni!

Il 7 maggio la scuola si ferma per respingere l’ennesimo attacco all’istruzione pubblica. La riforma degli istituti tecnici si configura come una brutale operazione di impoverimento didattico subordinata esclusivamente alle esigenze delle aziende locali. Attraverso una profonda revisione degli ordinamenti il provvedimento taglia drasticamente le ore di insegnamento, penalizzando pesantemente sia le discipline di cultura generale che quelle più caratterizzanti ogni indirizzo. L’obiettivo è tristemente chiaro: trasformare le scuole in serbatoi di manodopera, sostituendo ogni principio di formazione dei ragazzi con il mero addestramento per i bisogni produttivi del territorio.

Il punto focale di questa manovra è la cancellazione, di fatto, del biennio unico. Smantellando questa conquista democratica, che permette il riorientamento degli studenti alla fine del secondo anno, il governo svela il carattere profondamente classista della sua visione. La scuola smette di essere il luogo dell’emancipazione sociale e dell’uguaglianza per trasformarsi in un sistema che incanala precocemente i giovani verso destini prestabiliti. L’indirizzo è chiaro, spianare la strada al progetto più ampio di riduzione generalizzata delle scuole superiori a soli quattro anni.

A fare le spese di questo scempio, oltre ai ragazzi, sono i lavoratori della scuola. Con la riduzione del monte ore di insegnamento calano inesorabilmente anche le cattedre (-576 a livello nazionale secondo una stima sindacale). Nonostante le rassicurazioni di facciata e le vuote promesse su presunti meccanismi di compensazione, la realtà dei fatti dimostra che la scure si è già abbattuta. Negli istituti si contano già molti esuberi tra il personale docente, creando un clima di insicurezza e precarizzando ulteriormente un settore già in sofferenza.

Di fronte a questo scenario, nel paese sta montando un clima di forte e diffusa contrarietà. A Bologna la tensione e il dissenso sono diventati tangibili in tutti gli istituti tecnici, attraversati da un fermento che non si vedeva da tempo. Le scuole della città si stanno organizzando, è nato un coordinamento autoconvocato dei tecnici e la CGIL ha dovuto organizzare un corteo per il 7 maggio. Anche gli studenti si sono uniti con forza alla protesta, e stanno organizzando presidi davanti alle scuole e cortei che attraverseranno la città.

Il limite dello sciopero indetto dalla FLC CGIL è quello di aver limitato la convocazione formale ai soli istituti tecnici, dividendo il fronte dei lavoratori davanti a un attacco che colpisce tutta la scuola pubblica. Fortunatamente, il resto del comparto scolastico potrà incrociare le braccia e unirsi alla protesta grazie ai sindacati di base, che hanno avuto la lungimiranza di indire una mobilitazione generale per tutto il personale.

L’obiettivo deve essere chiaro e non ammette tentennamenti: il ritiro immediato e la cancellazione totale della riforma dei tecnici e di tutte le recenti controriforme, inclusi il modello della sperimentazione 4+2 e il vuoto ideologico del Liceo del Made in Italy. La scuola ha bisogno di un’inversione di rotta radicale. Servono nuovi e maggiori finanziamenti alla scuola pubblica, stipendi finalmente dignitosi per tutto il personale docente e ATA, e una drastica riduzione del numero degli alunni per classe.