Contratto Nazionale Integrativo Scuola:
uno schiaffo ai lavoratori

Contratto Nazionale Integrativo Scuola:uno schiaffo ai lavoratori

In questi giorni è stato sottoscritta, anche dalla FLC-CGIL, l’ipotesi di contratto collettivo nazionale integrativo: l’accordo riguarda il lavoro del personale docente in modalità a distanza. Ad oggi, tutte le scuole superiori (insieme alle scuole medie delle regioni rosse), portano avanti la didattica in questa modalità; gli insegnanti coinvolti sono circa 350 mila.

La premessa riportata nell’accordo sottolinea che “dalla presente contrattazione non può derivare in alcun modo un onere finanziario aggiuntivo o ulteriore per lo stato” e l’intenzione complessiva che emerge dal documento è quella di porre sullo stesso piano la “didattica digitale integrata” (cioè la didattica a distanza) e l’attività in presenza. Vengono sostanzialmente equiparate imponendo identico tempo di servizio per le video lezioni rispetto alle lezioni in presenza, con la “gentile concessione” di poter recuperare i minuti non svolti attuando attività asincrone. Questo significa non avere la minima idea del carico di lavoro aggiuntivo a cui sono sottoposti gli insegnanti nel mettere in campo la DAD.

Banalmente, la condivisione di materiale con gli studenti non può che avvenire attraverso elaborati multimediali che ogni docente deve reperire o opportunamente creare, spesso come lavoro preliminare in preparazione alle video lezioni;, la correzione dei compiti deve essere fatta tramite computer o tablet (a meno che non si voglia stampare centinaia di fogli e poi procedere alla scannerizzazione), identico discorso per la preparazione delle verifiche e la loro correzione o revisione. Tutto questo comporta una dilatazione gigantesca dei tempi di lavoro, maggiore flessibilità oraria, incremento esponenziale della comunicazione tramite mail o piattaforme adeguate, ulteriori incombenze burocratiche: si tratta di ore e ore passate quotidianamente davanti ad un monitor in aggiunta a quelle impiegate per le video lezioni.

L’accordo sottoscritto va denunciato per quello che è: uno schiaffo al personale docente.

Nessuna presa in considerazione dei problemi relativi alla DAD; niente risorse destinate al potenziamento delle connessioni e all’acquisto di dispositivi in dotazione a scuole, personale e famiglie; ma soprattutto nessuna intenzione di creare le condizioni per ritornare al più presto ad una didattica in presenza e in sicurezza, potenziando fortemente il sistema dei trasporti, riducendo gli alunni per classe, assumendo e stabilizzando nuovi insegnanti, aumentando spazi e numero di aule.

Come se non bastasse, implicitamente, viene addirittura accantonato il diritto a poter immediatamente effettuare il tampone per quei docenti in quarantena fiduciaria, anche nel caso la loro condizione sia dovuta al contatto con un soggetto positivo a scuola: semplicemente, nel totale isolamento e nella più o meno vana attesa di poter effettuare un tampone, dovranno continuare a garantire la DAD. La “vasta campagna di assemblee” annunciata dalla FLC-CGIL deve permettere ai lavoratori di ribadire le reali esigenze del mondo della scuola e rigettare un accordo che scarica sulle spalle di docenti e personale le conseguenze di politiche fallimentari e mancanza di investimenti. Politiche che vanno ribaltate, il quadro imposto dal governo sull’esiguità delle risorse disponibili va rotto, la condizione di partenza non può che essere un forte aumento dei finanziamenti destinati all’istruzione.