NO ALLA PRE-INTESA SUL CCNL FUNZIONI LOCALI!

NO ALLA PRE-INTESA SUL CCNL FUNZIONI LOCALI!

​Contro la resa dei vertici sindacali: organizziamo la lotta di classe!
​Mentre i vertici della FP CGIL celebrano il raggiunto accordo sulla preintesa del CCNL Funzioni Locali parlando trionfalmente di “aumenti sopra l’inflazione” e “nuovi diritti”, la realtà vissuta quotidianamente da centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori degli Enti Locali racconta tutt’altra storia.

Ci schieriamo apertamente per il NO a questa firma che è a tutti gli effetti una resa e invitiamo i lavoratori a respingere un accordo del tutto insufficiente, frutto di una linea di concertazione che rinuncia in partenza al conflitto.

​Perché bocciare la preintesa?

1.Trattative a freddo e zero mobilitazione.
La firma posta oggi dalla CGIL rende del tutto inutile la posizione assunta nel precedente rinnovo contrattuale, quando giustamente il sindacato si era rifiutato di firmare. Non firmare quell’accordo doveva essere solo l’atto iniziale per dare il via a una vera stagione di lotta organizzata della base dei lavoratori. Invece di costruire la mobilitazione nei posti di lavoro, si è preferito ancora una volta condurre trattative al chiuso dei tavoli ufficiali e senza coinvolgere i lavoratori. Firmare oggi senza aver proclamato nemmeno una giornata di sciopero o portato la pressione della piazza davanti all’ARAN e al governo significa disarmare le lavoratrici e i lavoratori e accettare decisioni calate dall’alto.

2.​L’illusione degli aumenti e l’inflazione reale.
Spacciare questi aumenti come “superiori all’inflazione” è un inganno statistico basato su indici che non rispecchiano il costo della vita reale: bollette, affitti, mutui e carrello della spesa continuano a soffocare le famiglie lavoratrici. Questo accordo, inoltre, non recupera minimamente la perdita di oltre 10 punti percentuali di potere d’acquisto accumulata negli anni e motivo principale per cui la CGIL non aveva firmato il precedente rinnovo contrattuale. Le risorse c’erano e ci sono: vengono continuamente trovate per l’aumento delle spese militari e per i sussidi al padronato e alle imprese, ma vengono negate a chi garantisce i servizi pubblici.

3.​Carenza di personale e carichi di lavoro insostenibili. Negli Enti Locali la situazione è al collasso: i tagli degli ultimi decenni hanno scaricato il peso dei servizi su un personale stremato e numericamente insufficiente. La preintesa non offre alcuna risposta strutturale allo sblocco delle assunzioni, al contrasto alla precarietà e al riconoscimento reale di chi manda avanti la macchina pubblica ogni giorno.

4.R​iprendiamoci la Scala Mobile dei salari!
Nella preintesa si parla di “clausola di salvaguardia” se l’inflazione dovesse aumentare oltre il previsto ma la vera e unica clausola di salvaguardia contro il carovita e l’erosione dei salari ha un nome preciso: scala mobile. Un meccanismo di adeguamento automatico dei salari all’inflazione reale che la classe lavoratrice ha avuto in passato e che oggi deve ritornare al centro delle rivendicazioni della lotta sindacale e politica.

​Il compito di un’organizzazione sindacale non è quello di firmare accordi al ribasso per gestire l’esistente o ratificare le compatibilità economiche dettate dai governi di turno. La sua funzione dovrebbe essere costruire l’opposizione di classe e dare voce al conflitto sulla base della condizione reale delle lavoratrici e dei lavoratori che sono stanchi delle briciole.

​Invitiamo perciò tutte le lavoratrici e i lavoratori degli Enti Locali a:

​Votare NO nei percorsi di consultazione della preintesa.

Promuovere assemblee di base nei posti di lavoro per rifiutare la linea della resa.

Rilanciare lo sciopero e la mobilitazione generale per un contratto che garantisca veri aumenti salariali, piano straordinario di assunzioni e la reintroduzione della scala mobile.​

NON CI SARÀ UN CONTRATTO DIGNITOSO SENZA LOTTA! BOCCIAMO LA PREINTESA, SOSTENIAMO IL NO!