Ferrari di Modena, cronaca di uno sciopero

Ferrari di Modena, cronaca di uno sciopero

Nella giornata dell’11 gennaio 2021, come RSA FIOM Ferrari abbiamo indetto uno sciopero nell’area della fonderia di un’ora. Lo sciopero è dovuto al mancato rinnovo del contratto di un lavoratore delle isole anime, dove vengono costruiti gli stampi per le colate di alluminio. Precedentemente a ciò, durante la chiusura collettiva, alcuni di noi avevano sentito l’addetto, che ci aveva contattato proprio a causa del mancato rinnovo, avvenuto durante la chiusura dei reparti di produzione dove lavorava.

Immediatamente al rientro, l’8 di gennaio, abbiamo formulato un comunicato specifico in cui ci siamo rivolti direttamente all’azienda per capire le ragioni di questo mancato rinnovo. Negli anni precedenti abbiamo sempre cercato di confrontarci con la direzione aziendale in merito alla situazione dei precari, ricevendo più o meno le stesse risposte e cioè che l’azienda ha dei parametri per la riconferma, ma a specifica richiesta di quali siano questi parametri, l’azienda ha sempre glissato.

Abbiamo, quindi, convocato una riunione, con la presenza del funzionario che segue la nostra azienda ed abbiamo posto il tema in sede collettiva: durante la riunione, oltre a parlare del caso specifico, abbiamo provato a ragionare del fatto che, con i nuovi regolamenti della FIA sulla Formula 1, ci sarà un esubero importante di lavoratori e che queste possono essere le prime avvisaglie di come si voglia muovere l’azienda nel prossimo periodo per arrivare alla scadenza di giugno, termine ultimo imposto dalla federazione.

Durante il week-end precedente al giorno dello sciopero siamo stati contattati da altri lavoratori, alcuni anche in staff-leasing (assunti a tempo indeterminato dall’agenzia interinale) che ci hanno comunicato di aver subito la stessa sorte del lavoratore della fonderia e che si erano già messi in contatto con il NIDIL per vedere di riuscire ad entrare in azienda.

Nei giorni seguenti, visto che il tema era molto sentito da parte dei colleghi in fonderia, abbiamo spinto i lavoratori a scioperare per chiedere il reintegro del collega: i suoi colleghi, infatti, reputano incredibile che una persona come lui fosse stato lasciato a casa, perché non c’era un motivo né dal punto di vista professionale, né dal punto di vista di rapporti all’interno dell’azienda che facessero presagire quello che di fatto è stato un licenziamento. Ci abbiamo dovuto lavorare un po’ perché l’iniziativa riuscisse: infatti negli ultimi anni è quasi diventato un tabù fare sciopero in Ferrari, visto che l’assenza incide sul calcolo personale del premio di risultato e c’è paura della reazione dei propri responsabili.

Alla fine, però, i compagni del reparto fonderia hanno superato queste paure e si sono resi protagonisti di questa iniziativa. C’è un motivo sul perché lo sciopero sia riuscito in fonderia, come successo anche nel precedente sciopero che risale a più di 2 anni fa: non c’è solo una riconosciuta autorevolezza dei delegati FIOM all’interno di quel reparto, ma c’è una storica rete di relazioni e di coinvolgimento dei lavoratori, dal punto di vista sindacale, che dura da anni e che hanno permesso, anche durante una fase in cui la FIOM non era riconosciuta, di non precipitare nell’idea di azienda “marchionnistica” come successo in altri reparti.

C’è da ammettere che la storia ha fatto molto rumore e tutte le categorie della CGIL hanno sostenuto, sia le ragioni, sia il metodo, con comunicati stampa sui giornali. È chiaro a tutti che questo non deve essere un episodio singolo e come tale non può cambiare il corso degli eventi, ma deve essere l’inizio di un percorso in cui ogni singolo lavoratore deve essere tutelato nei confronti di quello che abbiamo definito “dispetto” da parte di chi gestisce i reparti: nel prossimo periodo, infatti, la situazione dei precari potrebbe essere messa in pericolo proprio dalla necessità dell’azienda di fronte agli investitori di una riduzione del personale. È prima di arrivare a quel punto che noi e la nostra organizzazione dobbiamo crescere come punto di riferimento.

RSA FIOM Ferrari