Report dell’assemblea Giornate di Marzo di Bologna – 9 giugno 2021

Report dell’assemblea Giornate di Marzo di Bologna – 9 giugno 2021

Mercoledì 9 giugno si è tenuta in remoto l’assemblea “Ripresa per chi?” promossa dall’area “Giornate di Marzo – Area d’alternativa in CGIL” di Bologna. Il titolo richiama alla necessità di capire quale scenario si presenterà ai lavoratori italiani nel breve e medio periodo con aumento dei ritmi di lavoro, crescita della precarietà e aumento delle morti sul lavoro, un dato che è davanti ai nostri occhi.

Nella sua introduzione Domenico Minadeo, RSU Fiom Metaltarghe e coordinatore dell’area a Bologna, ha esordito salutando  la elezione di un candidato operaio, militante sindacale che si definisce marxista, a presidente del Perù, sconfiggendo il rappresentante della borghesia reazionaria. Tornando in Italia, Minadeo ha sottolineato come la ripresa economica sia debole e disomogenea. Questo porta la Confindustria ad essere pressante nei riguardi del governo per lo sblocco dei licenziamenti e la cancellazione del decreto dignità, ma anche verso i lavoratori con aumenti dei ritmi e contratti precari. I lavoratori stanno pagando la ripresa con più morti sul lavoro, peggiori condizioni nelle fabbriche e anche con vertenze contro la perdita di posti di lavoro. Sono molto arrabbiati e pronti a lottare.

Chi sta mancando ai suoi compiti è la Cgil che dovrebbe uscire dall’immobilismo e mobilitare i lavoratori e unificare le lotte.

Roberto Guarinoni, ha portato i saluti della segreteria Cgil di Bologna. Nel suo intervento ha difeso l’operato della Cgil e ne ha riportato la linea, a partire dall’idea per cui il PNRR sarebbe una opportunità, e il ruolo del sindacato, a suo parere, sarebbe quello di condizionare le decisioni della politica, per una buona occupazione. Ha sostenuto l’importanza delle mobilitazioni unitarie con Cisl e Uil e i rischi di andare avanti da soli.

L’intervento di Gianplacido Ottaviano, RSU Fiom Bonfiglioli Riduttori, ha ricordato come il blocco delle attività non essenziali e dei licenziamenti, non sono stati dei regali del governo ma frutto delle lotte dei lavoratori. Confindustria parla già di un crollo della produzione dopo l’attuale ripresa e vuole espellere dalle fabbriche i lavoratori più anziani per sostituirli con precari più ricattabili.  Il “decreto dignità” per quanto debole viene regolarmente bypassato dalle aziende. La CGIL dovrebbe battersi contro la precarietà e per pensioni dignitose.

E’, poi, intervenuta una lavoratrice precaria della Ducati Motor che ha sottolineato che è vero che a Bologna, in questo periodo, ci sono molte occasioni di lavoro, ma per contratti molto  brevi, anche di una sola settimana.  La Cgil deve organizzare le lotte a tutti i livelli.

Giuseppe Gomini, RSU Fiom, Ducati Motor ha denunciato come su 700 assunti l’azienda ne stabilizza solo 80. Il sindacato potrebbe fare di più, ma la Fiom e la Cgil sono immobili. Non ci sono risultati positivi per i lavoratori senza la lotta.

Antonio Maccariello, RSU Fiom Bonfiglioli Riduttori, ha raccontato  l’inutilità di manifestazioni che non coinvolgono i lavoratori come i presidi di questi giorni di Cgil-Cisl-Uil. L’ immobilismo della Cgil tiene i giovani lontani dal sindacato perché non lo vedono utile.

Laura Minadeo, lavoratrice iscritta Filcams, ha raccontato come per i lavoratori – prevalentemente donne – lo stress è ai massimi livelli. La pandemia ha aiutato i lavoratori del commercio a prendere coscienza della loro importanza. Per il prossimo rinnovo del CCNL serve una piattaforma rivendicativa avanzata, i lavoratori sono arrabbiati e ci sono le condizioni per la lotta.

Emanuele Miraglia, precario, ha criticato la Cgil che alle prossime elezioni comunali sostiene apertamente il candidato del Pd Lepore che non è amico dei lavoratori. Sostiene la realizzazione del passante nord e si dichiara dalla parte dei padroni. La Cgil deve organizzare il conflitto e rompere con il Pd.

Massimo Pieri, RSU Fiom TAS, ha ricordato come le crisi aziendali che abbiamo visto anche a Bologna hanno dimostrato la disponibilità alla lotta dei lavoratori e la Cgil non si è mai posta l’obiettivo di unificarle.

Davide Bacchelli, RSU Fiom IMA ha ribadito l’insufficienza del rinnovo del Ccnl metalmeccanici  per la possibilità di aprire un conflitto data dalla pressione produttiva che c’era nelle fabbriche.

Landini di recente ha minacciato lo sciopero generale ma non c’è ancora stato.

Le conclusioni di Mario Iavazzi, coordinatore nazionale dell’area Giornate di Marzo, sono partite da una analisi del PNRR che è un riflesso della debolezza del capitalismo italiano. La valanga di soldi del PNRR finirà nelle tasche delle aziende dei settori che si sono arricchiti nella pandemia. C’è un attacco frontale alla scuola e alla università pubbliche ma anche a sanità e trasporti. La ripresa significherà maggiore precarietà e aumento dei ritmi di lavoro.

La Cgil, a parole, sostiene di essere disposta al conflitto. Se vuole mantenere il blocco dei licenziamenti  deve indire lo sciopero generale prima del 30 giugno, si deve passare dalle parole ai fatti.

Nella prossima fase vedremo lotte per difendere il posto di lavoro da un lato, e lotte per più diritti e contro l’aumento dei ritmi dall’altro. Sarà necessario unificare le lotte, dalle occupazioni contro le chiusure di fabbriche, agli scioperi che bloccano la produzione. Riguardo alla difesa dei posti di lavoro, la Cgil dovrebbe aprire una vera discussione sulle nazionalizzazioni.

Infine, sull’area Giornate di Marzo ha ricordato che questo nome è stato scelto perché furono le lotte del marzo 2020, in gran parte autoconvocate scavalcando i freni dei sindacati, che spinsero Landini a minacciare lo sciopero generale e quindi si arrivò ai protocolli sulla sicurezza e al blocco delle produzioni non essenziali, per quanto parziale.

Dobbiamo portare idee, metodi e strumenti nelle lotte per aiutarne lo sviluppo. Nel futuro non ci sarà  pace sociale, i lavoratori hanno bisogno di conquistare obiettivi sociali e politici per i loro interessi, il compito di un’area sindacale è quello di dare il proprio contributo in tal senso.

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